Per un'isola l'energia è una questione di autonomia. Dove la rete nazionale non arriva, la corrente dipende da centrali locali e da combustibili che attraversano il mare, con costi economici e ambientali che si moltiplicano a ogni viaggio. Per questo l'energia è uno dei temi più sentiti dalle comunità insulari.
Le isole hanno anche un vantaggio raro. Sole e vento abbondano, e una transizione che funziona in un territorio piccolo, con una comunità riconoscibile, può indicare la strada anche altrove. Qualche segnale incoraggiante c'è già. Tra il 2021 e il 2023 la potenza fotovoltaica installata sulle isole è più che raddoppiata, con Lampedusa e Linosa che hanno moltiplicato la propria per più di quattro. Ustica ha superato l'obiettivo fissato dalla normativa nazionale. Capraia, da oltre dieci anni, produce la propria energia con biodiesel certificato sostenibile e risulta interamente rinnovabile.
Accanto ai numeri ci sono le esperienze. A Ventotene e a San Pietro sono nate comunità energetiche in cui cittadini e imprese condividono l'energia prodotta, e altre stanno partendo a Procida, a Ischia e a Capraia. A Salina i tre comuni dell'isola si sono dati un unico energy manager, un modo concreto di collaborare su un territorio che non conosce confini amministrativi. A Gorgona un nuovo depuratore sarà alimentato da fotovoltaico ed eolico. Pantelleria, le Egadi e Ventotene sono seguite dal programma europeo Clean Energy for EU Islands
Monitorare questi parametri serve a capire a che punto si è, dove si sta correndo e dove ci si è fermati. Ogni scelta, dall'impianto fotovoltaico alla comunità energetica, ha effetti che si misurano solo negli anni, e servono dati confrontabili per riconoscerli. Il confronto tra isole aiuta anche a scoprire cosa ha funzionato e dove, e a non ripartire sempre da zero.