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 RIFIUTI

Su un'isola un rifiuto non scompare quando esce dal cassonetto. Va raccolto, spesso stoccato e molto spesso imbarcato per attraversare il mare. Meno rifiuti si producono e meglio si differenziano, meno viaggi servono e meno pressione ricade su territori piccoli, dove lo spazio per smaltire è limitato.

Il bilancio migliora lentamente. La raccolta differenziata media delle isole è salita al 58% nel 2023, due punti in più dell'anno prima, e cinque isole superano l'80%. Ustica ha raggiunto il 93%, con una differenziata moltiplicata per più di sette in sei anni e una produzione di rifiuti in calo. San Pietro supera l'88%, Favignana l'85%, Pantelleria e Sant'Antioco l'81%. Molte isole hanno scelto anche la strada dei divieti sulla plastica monouso. Pantelleria è plastic free dal 2019, Ischia ha vietato dallo stesso anno piatti, bicchieri e posate di plastica, a Malfa, sull'isola di Salina, il divieto è in vigore dal 2018, e alle Tremiti il progetto Plastic Free Islands rende obbligatorie le stoviglie biodegradabili. Attorno a Ischia quattro "spazzamare" tengono pulite le acque del Golfo di Napoli.

Monitorare i rifiuti permette di vedere se si produce meno, oltre che se si differenzia meglio, perché la prevenzione è la parte più difficile e quella che pesa di più. I numeri mostrano quanto contino le scelte organizzative. Ci sono isole che in pochi anni hanno cambiato volto, e altre che per ora restano molto indietro. Capire cosa ha funzionato altrove è il modo più rapido per cambiare.